RICORDI DI FAMIGLIA

 

 

Edoardo è nato a Elmas il 6 settembre del 1944 nei tempi difficili della seconda guerra mondiale.

Già da bambino dimostrava spiccate doti atletiche.

La sua prima pista fu la strada, ovvero il vicinato, dove, assieme ai suoi compagni improvvisavano degli inseguimenti pazzeschi, tra la via Boi, la via Bersantì (all’epoca, già via della Libertà) e la strettissima via Manunta ( Sottureddu).

Era un ragazzo che amava la compagnia e i giochi di aggregazione.


Frequentò le scuole di avviamento professionale e nell’ora di educazione fisica venne notato sopratutto per la sua poderosa falcata.


Si scrisse poi, alla società sportiva Amsicora, e sotto la guida dell’allenatore Adriano Loddo, iniziò la sua brillante carriera sportiva.


Partì per il servizio militare nell’Esercito e le sue doti di atleta si misero subito in evidenza, tanto che gli proposero di correre per le Fiamme Oro, dopo tanti dubbi, rifiutò per fedeltà verso la sua società.


Ricordo sempre che prima di ogni partenza preparava con entusiasmo il suo borsone, un saluto e via, e noi lo seguivamo trepidanti davanti alla televisione quando disputava delle
gare importanti.

 

All’epoca abitavamo in campagna, lui accompagnava la sorella minore a scuola, avendo la camminata veloce ella non riusciva a tenergli il passo, doveva accelerare l’andatura per non perderlo di vista, dai oggi, dai domani, anche lei sviluppò la velocità nel passo, al punto che, un amico burlone di Edoardo, la prendeva simpaticamente in giro, quando la incontrava, le diceva:

“ecco che arriva Edoardo Sanna!”

In quel periodo la famiglia ruotava intorno alla sua attività di atleta, pensate che la mamma gli cuciva i pantaloncini da corsa, andava a Cagliari a comprare il tessuto di raso e i nastrini per l’orlo, rossi, bianchi, verdi, gialli, azzurri.

I compagni dell’Amsicora, erano convinti che gli ordinasse da qualche ditta esterna, lui rispondeva scherzosamente “No, è la ditta familiare, la vecchia Singer della mamma”

 


Quando gli amici venivano a trovarlo a casa, e ammiravano le sue coppe e trofei, sottolineava sempre, che erano cosi belli perché la sorella le lucidava spesso. Lo facevo con grande orgoglio perché in ogni premio da lui vinto, c’era tanta fatica e tanta passione.

Lo ascoltavo estasiata quando mi raccontava, che durante l’allenamento all’Amsicora, nei momenti di pausa chiacchierava con Gigi Riva.


Nel periodo estivo, durante le ferie, aiutava nostro padre nel lavoro dell’orto, lo faceva con dedizione e con allegria, cantando a squarciagola, ma arrivate le fatidiche ore 17, con un guizzo mollava tutto e si preparava per andare a Cagliari agli allenamenti, al rientro, quasi notte, svuotava la borsa e meticolosamente, tutti i santi giorni, lavava e stendeva il suo abbigliamento sportivo.


Ancora oggi, sorrido al ricordo dei suoi pasti, mangiava tanta di quella verdura da fare una montagna sul tavolo, non si poteva certo dire che le sue forze le traeva tutte dalle proteine.
Lo ricordo sempre disponibile per qualsiasi problema o emergenza, complice di noi sorelle ci accompagnava con la sua vespa ovunque, lavoro e uscite varie. Si confidava e raccontava dei suoi viaggi ai familiari.

Era un amico sincero anche dei suoi avversari.


Ha ricevuto dei premi importanti. Il 13 dicembre 1968 è stato l’Alfiere della consegna della Stella d’Oro, sulla gloriosa bandiera dell’Amsicora dal presidente del consiglio il compianto ALDO MORO. Sono stati poi ricevuti al QUIRINALE, dal PRESIDENTE della REPUBBLICA ITALIANA GIUSEPPE SARAGAT.

Che complimentandosi con i dirigenti e atleti, regalò loro al merito, la Palma d’oro.


CIAO ADORATO


INDIMENTICABILE FRATELLO EDOARDO.